Sanità: compromessi e lobby affossano la riforma
Roma, 15 giugno 2026 – Il Servizio Sanitario Nazionale è ostaggio di forze politiche, Regioni e lobby professionali che, attraverso mediazioni al ribasso e interessi di bottega, ne stanno decretando la distruzione. L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.) denuncia che il blocco della riforma dei medici di base non è un semplice inciampo, ma il frutto di scontri politici interni al Governo che coinvolgono il Ministero della Salute, dove la rincorsa al consenso elettorale prevale sui bisogni reali dei cittadini. Manca una visione di sistema e si procede solo con misure spot e frammentarie.
I progetti attuali presentano criticità profonde: la rete degli ospedali di terzo livello unisce pubblico e privato profit in una formula che favorisce la fuga dal sistema sanitario pubblico, creando eccellenze inaccessibili e lasciando al territorio strutture di serie B. Anche la riforma della medicina territoriale è un fallimento confuso. Il doppio rapporto d’impiego dei medici non ha senso, mentre il loro inserimento nelle Case di Comunità serve solo a coprire le carenze delle Regioni. Dietro la retorica si nascondono gli interessi finanziari dell’ENPAM, che tra scalate bancarie e accordi privati si pone in posizione antagonista al servizio pubblico. A questo si aggiunge la “farmacia dei servizi”, un’ulteriore delocalizzazione che sposta risorse pubbliche verso il privato profit.
Le Regioni si sono dimostrate del tutto inaffidabili nella gestione della salute, come dimostrano il caos dei pronto soccorso, le liste d’attesa infinite e l’incapacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Di fronte a questa crisi sistemica, A.Ba.Co. chiede un Piano Straordinario Nazionale che sottragga la sanità alle Regioni, blocchi le privatizzazioni e ripubblicizzi strutture e prestazioni. Dopo l’affossamento di ogni reale tentativo di riforma, A.Ba.Co. chiama i cittadini alla mobilitazione sociale per difendere e riappropriarsi del diritto alla salute.
Ufficio Stampa A.Ba.Co.
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