Manfredi tradisce il referendum del 2011: ABC diventa una S.p.A.
L’acqua non si vende!
Napoli 15/07/2026
Con la trasformazione di ABC in una Società per Azioni (S.p.A.), la Giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi ha inferto un colpo mortale a una delle più importanti conquiste democratiche della storia recente di Napoli. Viene di fatto attaccata l’unica vera esperienza di gestione interamente pubblica e partecipata dell’acqua in Italia, espressione diretta della volontà manifestata da oltre 26 milioni di italiani con il referendum del 2011: una consultazione storica, tra le più partecipate degli ultimi vent’anni, dal risultato popolare inequivocabile.
Come A.Ba.Co. (Associazione di Base dei Consumatori) Campania, esprimiamo la nostra ferma condanna e forte preoccupazione verso un’operazione che, dietro un paravento amministrativo, in realtà apre la strada alla privatizzazione di un bene essenziale. Le conseguenze rischiano di essere disastrose per i cittadini, che si
troveranno obbligati a pagare nuove bollette dell’acqua eccessive, assurde e inaccettabili, come purtroppo già accade nel resto della Regione Campania.
Chi inserisce l’acqua nelle logiche di mercato delle S.p.A. cancella il diritto dei cittadini per dare seguito a dinamiche prettamente speculative che porteranno
all’inevitabile rialzo delle tariffe. Va ricordato che proprio il secondo quesito referendario esprimeva la volontà popolare contraria alla “remunerazione del
capitale investito”, un concetto che è l’esatto opposto della gestione pubblica e che appartiene invece alle logiche societarie delle S.p.A..
A questo comportamento della Giunta vanno sommate le gravi responsabilità di alcune forze “pseudo-ambientaliste” e delle forze sociali che rendono questo
passaggio ancora più oscuro, incerto e inammissibile. Non è la prima volta che il sindacato confederale (CGIL-CISL-UIL) favorisce logiche di questo tipo, camuffando
per “ottimizzazione” quello che in realtà è un business privatistico. I comitati civici e l’associazionismo di base sono stati deliberatamente esclusi dal confronto, con il
solo scopo di agevolare la svendita del modello pubblico in cambio di logiche di palazzo pre-elettorali.
A questo punto, auspichiamo che il Presidente della Regione, R. Fico (M5S), superando le dichiarazioni di facciata, contrasti concretamente questa scelta
sciagurata. Lo invitiamo a promuovere un progetto basato su un modello di gestione regionale del Servizio Idrico Integrato interamente pubblico; in caso contrario, il
silenzio della presidenza regionale non farà che confermare una complicità silenziosa verso questa privatizzazione strisciante.
Su un bene universale e indispensabile come l’acqua non possono esistere logiche speculative che penalizzano i cittadini e i consumatori. Ora servono i fatti, non
interviste o video-messaggi sui social.
Per bloccare questa deriva e difendere l’acqua pubblica, A.Ba.Co. aderisce al presidio di mercoledì 22 luglio, alle ore 13:00, presso l’isola F13 del Centro Direzionale, in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale.
La battaglia per l’acqua pubblica non resterà chiusa nelle stanze del Consiglio Comunale.
A.Ba.Co. Campania
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