A.Ba.Co sostiene la mobilitazione dei rider del 28 febbraio 2026: il sistema del food delivery è insostenibile e mette a rischio la sicurezza dei lavoratori
A.Ba.Co esprime il proprio pieno sostegno alla mobilitazione nazionale dei rider proclamata per il 28 febbraio 2026 dall’Unione Sindacale di Base (USB) e invita i consumatori a non effettuare ordini tramite le piattaforme di food delivery nella giornata di agitazione.
La protesta dei rider non riguarda soltanto rivendicazioni salariali, ma chiama in causa la struttura stessa di un modello economico che si è affermato negli ultimi anni e che oggi mostra tutta la propria insostenibilità. Il sistema del food delivery si fonda su una competizione permanente al ribasso, su tempi di consegna sempre più stretti e su meccanismi algoritmici che premiano velocità e disponibilità continua. In questo contesto, il rischio viene scaricato quasi interamente sui lavoratori.
I dati sugli infortuni lo dimostrano. Secondo le rilevazioni INAIL degli ultimi anni, il settore delle consegne su due ruote registra un’incidenza di infortuni stradali significativamente superiore alla media di molti altri comparti dei servizi, con centinaia di denunce ogni anno e diversi casi gravi o mortali che hanno coinvolto rider durante l’orario di lavoro. La pressione a consegnare rapidamente per ottenere più chiamate e compensi più alti spinge molti lavoratori a correre nel traffico urbano, spesso in condizioni climatiche avverse, con turni prolungati e senza adeguate pause. La sicurezza diventa così variabile dipendente della produttività.
Le recenti indagini della Procura della Repubblica di Milano nei confronti di Glovo e di Deliveroo, con ipotesi di caporalato e sfruttamento, confermano che non si tratta di episodi isolati ma di criticità strutturali. Migliaia di rider formalmente autonomi sarebbero stati di fatto inseriti in un’organizzazione del lavoro fortemente gerarchizzata, con compensi insufficienti e tutele limitate. Quando la velocità e la quantità delle consegne diventano l’unico parametro di valutazione, la sicurezza passa inevitabilmente in secondo piano.
In questo quadro si inseriscono anche marchi globali come McDonald’s e Burger King che hanno integrato stabilmente il delivery nei propri modelli di business, aumentando volumi e profitti grazie a piattaforme che basano la propria competitività sulla compressione dei costi del lavoro.
Per A.Ba.Co è necessario aprire una discussione pubblica sul modello del food delivery, sulla sostenibilità economica e sociale del settore e sulla tutela effettiva della sicurezza dei lavoratori. Invitiamo i cittadini a compiere un gesto semplice ma significativo: non ordinare tramite le piattaforme in quella giornata. Sospendere gli ordini per ventiquattro ore significa rendere visibile ciò che troppo spesso resta nascosto, ovvero il costo umano della consegna “rapida” e a basso prezzo.
Il 28 febbraio fermiamo le app per affermare un principio chiaro: innovazione e comodità non possono fondarsi sul lavoro povero, sull’insicurezza e sulla precarietà.
A.Ba.Co. – Associazione di Base dei Consumatori
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