Comunicato Stampa
Questa mattina 26 ottobre c.a., in vista dello sciopero generale del 30 ottobre, l’Associazione di base dei Consumatori – A.Ba.Co. – della Campania ha promosso un presidio di protesta presso la Prefettura di Caserta contro il caro vita, contro il riarmo e contro la guerra. La manifestazione statica è stata sostenuta attivamente dai militanti della Federazione Provinciale USB Caserta e dagli attivisti locali di Potere al Popolo, insieme al Coordinamento Campano per il diritto alla Salute.
Il presidio è stato fortemente riconosciuto nei suoi contenuti dalla cittadinanza locale, attraverso l’esposizione di striscioni, manifesti, bandiere e soprattutto per una massiccia diffusione di volantini che elencavano i numerosi punti di rivendicazione, che hanno portato alla proclamazione dello sciopero generale, contro la politica guerrafondaia e dei tagli alle spese sociali del governo attuale.
Una delegazione composta dai rappresentanti di A.Ba.Co., USB e PaP è stata poi ricevuta dal vice prefetto a cui sono state esposte le questioni più urgenti che toccano in modo traumatico, particolarmente i settori popolari più fragili e a basso reddito.
In particolare il rappresentante A.Ba.Co. Campania ha sollecitato la Prefettura Casertana ad intervenire sugli accertamenti da parte dell’agenzia delle entrate-riscossioni Cartelle di Pagamento inviate ai cittadini per recuperare somme di prestazioni sanitarie non effettuate e non disdettate. Questa circostanza sta arrecando notevole disagio e sconcerto a TUTTI, in un momento critico in cui versa la Sanità in generale e il costo della vita è in continuo aumento e costringe la popolazione a rinunciare alle cure.
A questo scenario si aggiungere il recente aumento dei TICKET sanitari in vigore dal 21 Settembre 2026 introdotto dal Ministero della Salute su centinaia di prestazioni.
È stato doveroso premettere che le Regioni, ed in questo caso la Regione Campania, da anni non rispettano le leggi che regolamentano il Servizio Sanitario Pubblico a cui i cittadini si rivolgono, programmando impunemente prestazioni Sanitarie, sia ordinarie che urgenti, con tempi di attesa che vanno ben oltre quelli previsti ed imposti dalle normative vigenti. Non si comprende quale colpa possa essere addossata ad un Utente che si vede prenotata una visita medica con un anno e più di ritardo e oltretutto con contenuti poco chiari su presunte rinunce ad offerte di date mai comunicate e/o proposte.
Con questa modalità intrapresa dal Servizio Sanitario Regionale Campano, non solo si vorrebbe fare cassa a danni dell’utenza, ma si vorrebbe scaricare su di loro la
responsabilità delle lunghe liste di attesa che hanno invece tutte altre cause, in particolare nei tagli della spesa sociale dei governi fin qui succedutisi. Altra richiesta di intervento urgente fatta al vice prefetto sussiste sul relativo aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, il famoso carovita, che non nascono solo per l’aumento dei costi energetici ma anche dalla speculazione della grande distribuzione che approfitta del momento per fare extra profitti. Un tavolo di monitoraggio sui prezzi, con Prefettura, associazioni e forze sociali, e con l’intervento costante e preventivo della Guardia di Finanza su eventuali speculazioni su carburanti e beni di prima necessità, sono le proposte che il rappresentante di A.Ba.Co. Campania ha manifestato.
Il presidio si è sciolto dopo il report vocale dell’incontro tenuto dalla delegazione e l’appello a tutti i presenti partecipanti al presidio per la massiccia partecipazione allo sciopero del 30 ottobre.
Napoli 26/10/2026 A.Ba.Co. Campania
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