Sanzione per oltre 936 milioni complessivi a Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil per intesa restrittiva della concorrenza
La scorsa settimana, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una sanzione di oltre 936 milioni di euro a sei delle principali compagnie petrolifere in Italia: Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil. L’istruttoria dell’Antitrust ha accertato che queste aziende si sono accordate per danneggiare i consumatori. Una pratica che A.Ba.Co. aveva già denunciato.
I “super profitti” che ottengono sono il risultato di strumentalizzazioni legate alle tensioni internazionali, un aspetto che A.Ba.Co. aveva già segnalato in passato. L’intesa emersa dall’indagine dimostra, tra l’altro, una notevole dose di arroganza, in parte basata sulla percezione di un rischio di essere perseguiti molto basso. Anche per questo, a nostro avviso, seppur importante nel dimostrare la dinamica illecita, la sanzione è comunque troppo bassa in termini economici.
La realtà dimostra ancora una volta in maniera lampante come le grandi società non abbiano alcuna intenzione di farsi concorrenza, ma preferiscano sviluppare alleanze segrete, i cosiddetti “cartelli“. Questo fenomeno smentisce la narrazione del “libero mercato“, rivelando un sistema che danneggia e priva i cittadini di tutele. Il prezzo che paghiamo alla pompa è il frutto di un’intesa clandestina, volta a massimizzare i profitti a scapito dei consumatori. Grazie alla denuncia di un whistleblower, questo piano è emerso e ha spinto l’AGCM a intervenire, anche se il danno sul costo della vita per milioni di famiglie e imprese rimane.
A.Ba.Co. sta lavorando per una Class Action
Come Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.), non intendiamo rimanere passivi di fronte a questo sopruso. Siamo convinti che il risarcimento non debba limitarsi alla sola multa comminata dall’Antitrust.
Per questo motivo, abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare una class action per tutelare i diritti di tutti i consumatori che sono stati ingiustamente danneggiati. Riteniamo che il nostro ragionamento in questa circostanza debba essere ancora più ampio, includendo anche il danno subito da lavoratori autonomi e piccole imprese che hanno pagato il carburante a prezzo maggiorato.
Il nostro obiettivo è chiaro: ottenere il rimborso dei maggiori costi sostenuti dai cittadini a causa di questa intesa illecita. Chiediamo a tutti coloro che si sentono danneggiati di unirsi a noi in questa battaglia per la giustizia e la trasparenza.
Come partecipare:
Per maggiori informazioni su come aderire alla class action e per essere aggiornati sugli sviluppi dell’iniziativa, ti invitiamo a visitare il nostro sito web www.Abaco.info o a contattarci direttamente.
A.Ba.Co. associazione di Base dei Consumatori
Il pronunciamento dell’AGCM
Testo del provvedimento
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