Definita la legge di bilancio per il 2026, parte subito la propaganda governativa che propone la manovra economica come salvifica e miracolistica e un vero capolavoro finanziario. Come sempre la realtà è alquanto diversa.
FINANZIAMENTO DELLA SANITÀ: un aumento di 2,4 miliardi in aggiunta a quanto previsto dalla precedente legge di bilancio, per un incremento nominale di 6 miliardi o 7 come dice il MEF includendo 1,3 miliardi già erogati nel 2025. Mentre il ministero della salute ha in pancia 2,7 miliardi non spesi ancora. Quindi una prima partita di giro degli stessi finanziamenti. Ma non basta, il MEF prevede una riduzione del finanziamento aggiuntivo per il 2027 da 3,5 miliardi a 2,6, stessa sorte per il 2028. Quindi una semplice anticipazione di cassa.
SPESA PER IL PERSONALE: oltre alle fumose indennità che spesso riassorbono le precedenti con un aumento nominale della quota e un ridimensionamento reale, c’è il problema delle assunzioni. Le tanto decantate assunzioni già si manifestano con tagli prima ancora di essere fatte. Per i medici si passa a 2300 unità a 1500, per gli infermieri si passa da 9700 a 6000. Solo per gli infermieri il CNEL calcola un fabbisogno di 180.000 infermieri per raggiungere gli standard europei, o non siamo più in Europa?
LISTE DI ATTESA: aumenta di 246 milioni la spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato convenzionato per ridurre le liste di attesa. La solita toppa senza visione strutturale. Il processo di privatizzazione rimane l’intervento strutturale di prima scelta. Nel frattempo negli ultimi 5 anni gli esami specialistici si sono ridotti del 2% mentre le visite specialistiche si sono ridotte dell’ 1.7%,altro che appropriatezza prescrittiva. Il 23,9% dei cittadini ha pagato di tasca propria le prestazioni senza alcun tipo di rimborso.
La spesa privata ha raggiunto la cifra di 42,6 miliardi, il 25% della spesa sanitaria è ormai a carico dei cittadini.
SPESA FARMACEUTICA: non poteva mancare un regalo alle case farmaceutiche con 700 milioni di aumento della speda farmaceutica in modo da ridurre il costo del payback per le aziende, stiamo parlando di 4 miliardi per l’anno scorso. Mentre si fanno i regali alle case farmaceutiche i cittadini sostengono il 41%della spesa per farmaci e presidi sanitari. A fronte di una spesa di 37,7 miliardi, ben 15,4 vengono pagati dai privati.
Questo è il quadro che emerge da una prima lettura di DPFP e ipotesi di legge di bilancio. Un intervento liquidatorio del sistema sanitario a cui va data una risposta collettiva di carattere sociale. Iniziamo a costruire una piattaforma sociale di ricostruzione del sistema sanitario nazionale, coinvolgendo operatori, associazioni, singoli cittadini, comitati di difesa del diritto alla salute, organizzazioni sindacali non colluse.
MARTEDI’ 28 OTTOBRE
SALA ACI – VIA MARSALA 8 ROMA
ORE 10.00-16.00
CONVEGNO NAZIONALE
Ricostruiamo il Sistema Sanitario Pubblico per una politica di sistema a difesa del Diritto alla Salute e contro l’economia di guerra e il riarmo
Interverranno:
- FABIO GRIMALDI – Legale di A.Ba.Co.
- PATRIZIA GENTILINI – Comitato Scientifico A.Ba.Co.
- ALESSANDRO GRIMALDI – Componente Esecutivo Nazionale ANAAO
- MARINA BOSCAINO – portavoce Comitati NOAD no autonomia differenziata
- LICIA PERA – USB Sanità
- VINCENZO FALABELLA – Consigliere CNEL e Presidente FISH ONLUS
- ANDREA CIATTAGLIA – Fodazione Promozione Sociale
- SOFIA DONATO – Caregiver Familiare Comma 255
A.Ba.Co. (associazione di Base dei Consumatori)
www.abaco.info

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