A.Ba.Co. denuncia con forza la manovra speculativa sui prezzi dell’energia
La speculazione selvaggia sui prezzi dei carburanti sta sferrando un colpo mortale alle tasche dei cittadini italiani, già stremati da un’ondata inflattiva senza precedenti che, a partire dal conflitto russo-ucraino, ha visto i costi dell’energia e dei beni primari schizzare alle stelle, riducendo drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie.
Come Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.), denunciamo con forza l’attuale paradosso del mercato petrolifero, dove la crisi dello Stretto di Hormuz e le tensioni in Iran vengono utilizzate come un cinico alibi dai colossi del settore per gonfiare i profitti a dismisura.
I dati che abbiamo analizzato sono inequivocabili: tra il 27 febbraio e il 9 marzo 2026, il prezzo del greggio Brent ha subito un’impennata anomala del 65%, passando da circa 72 dollari a un picco di quasi 120 dollari al barile, per poi crollare rapidamente sotto i 95 dollari già il 10 marzo.
I prezzi alla pompa sul territorio nazionale sono rimasti scandalosamente bloccati sui valori di picco, dimostrando che gli operatori della filiera, tra cui giganti come Eni, Gruppo API/IP e Kuwait Petroleum Italia, stanno vendendo oggi carburante prezzato sulla “paura futura” e non sul costo reale del bene fisico acquistato a circa 82 dollari e già presente nei depositi.
In questo scenario desolante, il Governo appare colpevolmente inerte o, peggio, incapace di far rispettare le proprie stesse norme, come dimostra il fallimento del Decreto Legge n.33/2026; nonostante un taglio d’urgenza delle accise di circa 25 centesimi al litro, il beneficio fiscale sembra essere stato letteralmente assorbito dalle compagnie petrolifere per mantenere margini di profitto artificialmente alti, anziché tradursi in un risparmio reale per l’utente finale. Questo ci dimostra la totale inconsistenza del Governo dinanzi allo strapotere delle multinazionali petrolifere.
Siamo di fronte a una gestione della crisi che lascia campo libero alla speculazione delle imprese e ignora i doveri di correttezza e trasparenza, permettendo che le tensioni internazionali vengono scaricate dalle imprese sui consumatori mentre gli organi di vigilanza, dal Garante per la Sorveglianza dei Prezzi all’AGCM fino all’ARERA, rimangono spettatori passivi di un’asimmetria dei prezzi che configura vere e proprie manovre speculative punibili penalmente.
Per queste ragioni, abbiamo chiesto alla Guardia di Finanza non solo accertamenti ispettivi urgenti, ma il sequestro preventivo degli extra-profitti e di tutti i documenti contabili degli ultimi sei mesi, perché è inaccettabile che in un Paese che dispone di scorte strategiche., si applichino rincari immediati basati su previsioni tendenziose, calpestando il diritto essenziale a una vita dignitosa sancito dalla nostra Costituzione.
A.Ba.Co. – Associazione di Base dei Consumatori


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