Acqua negata per il 70% degli utenti

​L’Associazione di base dei consumatori A.BA.CO. lancia un duro atto di accusa contro l’Amministrazione Comunale di Roma Capitale e i gestori del servizio idrico. I dati raccolti sul territorio (periferie comprese) delineano un quadro emergenziale inaccettabile. Il diritto all’acqua, e conseguentemente alla salute, è oggi lontano per migliaia di famiglie, una situazione gravissima comune a tante regioni italiane.

​I numeri di un diritto negato.

Le rilevazioni condotte sulla popolazione romana non lasciano spazio a interpretazioni, le segnalazioni esposte nei nostri sportelli territoriali, tracciano un quadro “colabrodo”.

​Disservizi quotidiani: almeno il 70% dei cittadini segnala di dover affrontare problemi legati all’erogazione idrica ogni giorno.

​Sospensioni del servizio: il 75% degli utenti subisce interruzioni della fornitura, rendendo impossibile la regolare gestione della vita domestica e igienica.

​Pressione insufficiente: oltre 80% dei casi lamenta una pressione dell’acqua talmente bassa da interferire con il normale funzionamento e conseguenti danni a caldaie e elettrodomestici.

​Impatto sociale: il disservizio colpisce duramente le fasce più fragili: il 46% dei nuclei coinvolti ha bambini e il 38% anziani, costretti a ricorrere a taniche e acqua in  bottiglia, o pompe, con costi e disagi che non tutti possono sostenere.

​Il fallimento della politica comunale.

A.BA.CO. sottolinea come la gestione attuale stia violando il diritto a una vita regolare. Costringere i cittadini a “turni” per lavarsi o a investire privatamente in costose autoclavi e sistemi di accumulo (scelta obbligata per un terzo degli utenti e non sempre sanitariamente adeguata) rappresenta una discriminazione nel servizio intollerabile.

​“Siamo di fronte a una gestione che privilegia i bilanci economici, alla vita delle persone,” dichiara il portavoce di ABACO. “I cittadini che hanno segnalato disservizi/guasti ai nostri sportelli vogliono soluzioni risolutive e il riconoscimento del danno subito. Questa situazione evidenzia uno stato di abbandono che mette a rischio la salute pubblica.”

​Le richieste di A.BA.CO.

L’associazione esige un cambio di rotta immediato:

​Stop alla logica dell’emergenza: Serve un piano strutturale per risolvere il problema della pressione idrica in tutti i Municipii.

​Tutela della Salute: Chiediamo garanzie immediate a partire dalle utenze sensibili (scuole, case di riposo, famiglie con fragilità) che non possono essere lasciate senza risorse idriche.

​A.BA.CO. invita la cittadinanza a rivolgersi presso i nostri sportelli e verificare cone attenzione tutte le voci, contestando quelle ingiustificabili. Non permetteremo che l’acqua, bene primario e universale, diventi un lusso per pochi, un profitto per altri e per i cittadini un terno al lotto quotidiano.

A.Ba.Co. Lazio
la***@***co.info

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