Comunicato Stampa
Roma, 14 maggio 2026 – Mentre le famiglie e le imprese italiane affogano nel caro-carburante, il Governo trasforma il nostro Paese nel rifornitore ufficiale dell’esercito israeliano. L’associazione dei consumatori A.Ba.Co., attraverso l’avvocato Vincenzo Perticaro, ha presentato oggi una denuncia-querela presso nove Procure della Repubblica per denunciare un quadro inquietante di connivenza morale e materiale nel genocidio in atto.
Mentre il mercato energetico interno subisce rincari speculativi superiori al 14%, ingenti carichi di gasolio raffinati in Sicilia, nel polo petrolchimico di Priolo Gargallo, vengono regolarmente spediti verso la società israeliana ORL Bazan, che rifornisce direttamente il Ministero della Difesa di Israele e le IDF. È inaccettabile che, nonostante la Corte Penale Internazionale abbia emesso mandati di arresto per il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità, l’Italia continui a garantire il flusso logistico necessario alla loro macchina bellica.
Il Governo è responsabile di una grave inerzia e omissione per il mancato esercizio dei “poteri speciali” (Golden Power) che avrebbero dovuto bloccare queste esportazioni a tutela dell’interesse nazionale. Invece di proteggere i propri cittadini dalla speculazione, le istituzioni permettono che il carburante venga sottratto al mercato interno per alimentare un conflitto criminale e fuori dalle regole internazionali, contribuendo a gonfiare artificialmente i prezzi alla pompa.Questo scenario configura ipotesi di reato che vanno dal rialzo fraudolento dei prezzi alla manovra speculativa su merci, fino alla truffa aggravata ai danni dei cittadini italiani.
A.Ba.Co. ha chiesto alla magistratura il sequestro probatorio e preventivo di tutta la documentazione doganale e dei registri di carico dei porti coinvolti. Non resteremo a guardare mentre l’Italia viola gli obblighi internazionali di prevenzione del genocidio e calpesta la dignità del proprio popolo per servire gli interessi di un apparato militare già condannato dalla storia e dal diritto internazionale.
UFFICIO STAMPA A.BA.CO.
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