A.Ba.Co. Lazio in assemblea a Viterbo per l’acqua pubblica

L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.), il Comitato “Noi non ce la beviamo“, ISDE Medici per l’Ambiente, il Comitato Acqua Pubblica Sabina e l’Associazione Balia dal Collare sono intervenuti alla partecipatissima assemblea tenutasi ieri 22 febbraio presso il teatro della parrocchia di San Leonardo Murialdo.

In quell’occasione A.Ba.Co. ha presentato la diffida inviata alla Società Talete (gestore idrico) per la situazione nel Comune di Ronciglione, e gli sviluppi che seguiranno.
È ora di dire basta a bollette carissime per un’acqua che non si può neanche utilizzare!​

L’incontro, ha visto una straordinaria partecipazione di cittadini preoccupati per la qualità della propria acqua e per i costi ingiustificabili e esorbitanti delle bollette.

Dal confronto sono emersi i punti critici di una gestione idrica che continua a ignorare la salute pubblica.

La diluizione non è salute – È stato ribadito con forza che il progetto di tagliare l’acqua locale con quella del Peschiera non rappresenta una soluzione sanitaria accettabile. Annacquare l’arsenico significa semplicemente distribuire il rischio su volumi maggiori, senza eliminare alla radice la presenza di un inquinante pericoloso per l’organismo.
Per noi, l’unica strada percorribile resta l’abbattimento del contaminante e la tutela delle sorgenti locali.

Impatto ambientale e incertezze scientifiche – Contrariamente a quanto narrato da alcuni “distratti cronisti”, la soluzione non è affatto dietro l’angolo. Le associazioni intervenute hanno presentato analisi tecniche che sollevano dubbi notevoli sulle ricadute ambientali del prelievo massiccio dal reatino.
Ad oggi, mancano studi d’impatto trasparenti e le criticità scientifiche sull’ecosistema sono tali da rendere il progetto una pericolosa incognita, sicuramente non una certezza.
​Difesa degli interessi dei cittadini vs multinazionali – L’assemblea ha evidenziato il timore che tali mega-progetti servano più a garantire profitti alle multinazionali dell’acqua e alle grandi stazioni appaltanti che a risolvere i problemi dei viterbesi, che si ritroverebbero con costi di gestione ancora più alti e un’acqua dalla qualità incerta. ​

Una nostra replica alla stampa locale. In merito ad alcune ricostruzioni giornalistiche apparse nelle ultime ore (in particolare su ViterboNews24), che hanno liquidato l’impegno civico di centinaia di persone come “anacronistico” o “surreale”, in quanto associazione di base dei consumatori rispediamo al mittente ogni tentativo di sminuire la partecipazione democratica. ​Parlare di “battaglia già vinta” di fronte a un problema sanitario ancora drammaticamente aperto è, purtroppo, un esempio di informazione avvelenata. È una narrazione che tenta di anestetizzare il senso critico dei cittadini proprio quando la vigilanza dovrebbe essere massima. Non vorremmo che dietro certi attacchi al comitato si nasconda la difesa di interessi antitetici a quelli della collettività.

Invitiamo la cittadinanza a non farsi scoraggiare da chi tenta di dipingere la lotta come inutile, al contrario, sollecitiamo livelli di partecipazione democratica sempre più alti. Solo il controllo dal basso e la pressione popolare possono impedire che sulla nostra salute vengano prese decisioni tecnocratiche e opache.

La battaglia per l’acqua bene comune è più attuale che mai.

A.Ba.Co. Lazio
lazio@abaco.info

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